Foggia retrocesso in Serie D: le parole

Foggia retrocesso in Serie D: Barilari, Casillo e De Vitto guardano già al futuro

Foggia retrocesso in Serie D: una frase pesantissima da scrivere e ancora più difficile da accettare per una piazza che vive di calcio, storia e appartenenza. La sconfitta per 3-1 contro la Salernitana allo Zaccheria, desolatamente vuoto a causa della squalifica, condanna i rossoneri alla retrocessione e chiude nel peggiore dei modi una stagione da incubo.

Per salvarsi serviva vincere contro la terza forza del campionato, ma il campo ha raccontato un’altra storia. Il Foggia saluta così il professionismo dopo sette anni e, come sottolineato nel post partita, lo fa per la prima volta perdendo la categoria sul campo. Una ferita profonda, aggravata da un finale amaro ma accompagnata anche dalle parole della proprietà, che ha promesso di ripartire subito con ambizione.

Foggia retrocesso in Serie D: la partita contro la Salernitana

Il Foggia aveva un solo risultato a disposizione: vincere. Allo Zaccheria, però, è arrivata una sconfitta pesantissima contro una Salernitana più concreta e lucida nei momenti decisivi. I granata si sono imposti per 3-1, mettendo in discesa la gara già nel primo tempo e spegnendo, minuto dopo minuto, le residue speranze rossonere.

Partita Risultato Marcatori Note
Foggia-Salernitana 1-3 De Boer 6’, Lescano 37’, autorete De Boer 48’, Quirini 71’ Zaccheria a porte chiuse

La gara si era messa subito male con il vantaggio ospite di De Boer al 6’. Il Foggia ha provato a restare aggrappato alla partita, ma il raddoppio di Lescano al 37’ ha complicato ulteriormente tutto. A inizio ripresa l’autorete di De Boer aveva riaperto uno spiraglio, ma il gol di Quirini al 71’ ha chiuso i conti e, di fatto, anche il destino stagionale dei rossoneri.

In uno stadio vuoto, senza il solito calore del popolo rossonero, si è consumato uno dei pomeriggi più dolorosi della storia recente del Foggia.

Le parole di Barilari

Il primo a parlare nel post partita è stato Enrico Barilari, richiamato per guidare la squadra nell’ultima gara della stagione. Le sue parole hanno messo a fuoco soprattutto il crollo psicologico vissuto dal gruppo nel corso dei mesi, con un riferimento chiaro al periodo più buio dell’annata.

Secondo il tecnico, la vera mazzata è arrivata con la lunga serie negativa che ha distrutto certezze e fiducia. Barilari ha spiegato che il Foggia era arrivato a questo finale di stagione in una condizione mentale molto fragile, convinto comunque che la gara potesse cambiare nel secondo tempo. Ha anche rivelato che Tommasini aveva già comunicato nella rifinitura di non essere al meglio, sottolineando inoltre la difficoltà fisica di affrontare una squadra strutturata come la Salernitana con tanti uomini “piccolini”.

Il passaggio più forte, però, è stato quello sul futuro del club. Barilari ha dichiarato di vedere per il Foggia “un futuro roseo”, lodando la proprietà e definendo un prestigio avere due presidenti tifosi. Sul suo eventuale futuro personale ha preferito non sbilanciarsi, lasciando una sensazione che somiglia molto a un possibile addio.

Il concetto chiave di Barilari: la retrocessione nasce anche da un tracollo psicologico, ma secondo il tecnico il Foggia ha alle spalle una proprietà che può costruire qualcosa di importante nei prossimi anni.

Casillo e De Vitto: tra scuse e promessa di ripartenza

Nel lungo post partita sono intervenuti anche i due presidenti, Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto. Entrambi hanno parlato di damma sportivo, chiesto scusa alla città e allo stesso tempo ribadito la volontà di non tirarsi indietro.

Casillo ha usato parole forti e dirette: per la società quello di oggi è un dramma, ma non c’è alcuna intenzione di abbattersi. Ha aperto anche alla speranza di un eventuale ripescaggio o riammissione, specificando che, nel caso si aprisse una possibilità, il Foggia si farà trovare pronto. Il messaggio politico e sportivo è chiaro: la società non vuole disperdersi, ma riorganizzarsi e tornare più forte.

De Vitto, invece, si è soffermato di più sul lato emotivo e sulla programmazione. Ha spiegato che mai si sarebbe aspettato di arrivare a una giornata come questa e ha ammesso che, pur avendo scelto giocatori con curriculum importanti, sono stati commessi errori. Allo stesso tempo ha promesso che, qualora si ripartisse dalla Serie D, il Foggia non farà la comparsa.

Dirigente Messaggio principale Prospettiva
Gennaro Casillo Chiede scusa alla città e parla di dramma sportivo Ripartire subito, con attenzione anche a eventuale ripescaggio
Giuseppe De Vitto Ammette errori ma ribadisce l’amore per il club Programmare una squadra forte anche in Serie D

La frase che più colpisce è quella che guarda già avanti: “in Serie D non faremo la comparsa”. Un segnale di orgoglio, ma anche un’assunzione di responsabilità verso una piazza devastata da questo epilogo.

Il futuro del Foggia tra Serie D e ipotesi ripescaggio

Il Foggia chiude dunque una stagione fallimentare con la retrocessione sul campo. Ma il futuro, almeno nelle parole della proprietà, deve partire immediatamente. La prima linea è quella della programmazione: riflettere, correggere gli errori e costruire una squadra all’altezza del nome che porta.

Resta sullo sfondo anche il tema del ripescaggio o della riammissione, ipotesi che al momento non rappresentano una certezza, ma solo uno scenario da monitorare. La società, però, ha voluto mandare un messaggio chiaro ai tifosi: qualunque sarà la categoria, il Foggia dovrà ripartire con ambizione.

Per una città come Foggia, però, nessuna promessa cancella il dolore di oggi. Questa retrocessione pesa perché chiude un ciclo, interrompe sette anni di professionismo e riporta la piazza in una categoria che non rispecchia il suo blasone. La ricostruzione, quindi, non sarà soltanto tecnica: dovrà essere anche morale, identitaria e profondamente sportiva.

Per tutte le news rossonere e gli aggiornamenti quotidiani: foggiatruelove.it.

Il nostro parere (Foggia True Love)

Il nostro parere (Foggia True Love): la retrocessione del Foggia in Serie D è una ferita pesantissima per tutta la piazza. Fa male il risultato, fa male il modo in cui è maturato, fa male soprattutto leggere una classifica che non appartiene alla storia di questi colori. Però, proprio adesso, servono meno slogan e più fatti. Se davvero si vuole ripartire più forti, il primo passo dovrà essere una programmazione seria, dura, lucida e all’altezza del nome Foggia.

Secondo voi da dove deve ripartire il Foggia dopo questa retrocessione? Faccelo sapere nei commenti.

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