Pazienza dopo Foggia-Casarano: “Dobbiamo salvarci, non molliamo”
Pazienza dopo Foggia Casarano: a fine gara il tecnico rossonero ha parlato chiaro tra cambi, difficoltà, classifica e quella sensazione che fa più male di tutto: al 92’ non puoi perdere una partita che devi portare almeno al pareggio.
Indice
Perché i cambi: “Serviva un uomo di fascia”
Pazienza ha spiegato la lettura del momento: il Casarano stava abbassando il Foggia e “chiudendo” la squadra nella propria area. Da qui la scelta di cambiare assetto e uomini, anche per evitare rischi inutili.
“Il Casarano ci stava chiudendo nella nostra area. Liguori sembrava chiuso e ho deciso di mettere un uomo di fascia per non rischiare troppo.”
Nel discorso entra anche il senso del suo ruolo: decisioni nette, prese in corsa, perché – parole sue – era il momento di fare qualcosa di diverso.
Il nodo del 92’: “Se non vinci, pareggia”
Il punto più pesante è quello mentale: saper riconoscere quando una partita va “gestita” e non forzata. Pazienza lo dice senza giri di parole: al 92’ dovevi portare il pari a casa.
“Al 92′ non puoi perdere la partita. Se non puoi vincere devi almeno portare a casa un punto.”
Nel suo ragionamento pesa anche la fase di calo: qualche giocatore stava perdendo intensità e lucidità. E il secondo gol preso viene definito “ingenuo”, figlio di una lettura sbagliata e di un’attenzione che, in questo momento, fa la differenza tra punto e zero.
Classifica e testa: “Dovere verso tifosi e società”
Il tecnico non nasconde la preoccupazione per la classifica, ma sposta subito il focus sul dovere: reagire, lavorare e lottare fino all’ultima giornata. La rabbia c’è, la frustrazione pure, però la strada è una sola.
“Ora bisogna lavorare a testa bassa per il dovere che abbiamo verso i tifosi e la società… ma noi non molliamo.”
Il messaggio più “da spogliatoio” è chiaro: le partite diminuiscono, i punti diventano ossigeno, e bisogna farli in qualsiasi modo, anche per spezzare quella spirale mentale che si porta dietro errori e paura.
Caratteristiche della rosa e soluzioni
Pazienza entra anche nel tema delle caratteristiche: niente promesse irrealistiche, ma la necessità di trovare soluzioni pratiche. Parla di possesso palla “utile” (per correre meno e mantenere il controllo) e del fatto che, per caratteristiche, non si può interpretare un gioco fatto solo di fraseggio corto e “tiki taka”.
Infine l’aggiornamento su Orazio Pazienza: una botta alla caviglia in rifinitura non gli permetteva di reggere tutta la partita.
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Il nostro parere (Foggia True Love)
Il nostro parere (Foggia True Love): le parole di Pazienza sono quelle che i foggiani capiscono al volo: quando non puoi vincere, devi imparare a non perderla. Qui non serve parlare di “bellezza”, serve parlare di punti. E serve farlo con la testa prima ancora che con le gambe. — Voce FTL
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