Rigore non dato Foggia: polemica FVS a Caserta

rigore non dato Foggia

Rigore non dato Foggia: al 48’ la “mano” che accende Casertana-Foggia e riapre il caso FVS

Rigore non dato Foggia: è questa la frase che rimbalza tra social e discussioni post-partita dopo l’episodio del minuto 48 di Casertana-Foggia. Un’azione che, secondo molte ricostruzioni, vede Llano intervenire in tuffo e toccare il pallone con la mano sul tiro di Liguori diretto verso la porta. Per l’arbitro, però, è tutto regolare: niente penalty e partita che prosegue tra rabbia e incredulità.

L’episodio del 48’: cosa succede

Siamo al 48’: il Foggia costruisce una situazione potenzialmente pericolosa, Liguori calcia verso la porta e, nella traiettoria, Llano si tuffa per opporsi. La contestazione nasce qui: il pallone, nella lettura di molti, viene intercettato con la mano mentre il tiro è indirizzato nello specchio.

Nonostante le proteste rossonere e la percezione “a caldo” di un contatto evidente, l’arbitro lascia correre. Da quel momento, la partita cambia umore: il Foggia si sente privato di un’occasione enorme e la tensione sale.

Il video dell’episodio

Qui sotto trovi lo spazio dedicato al video menzionato sull’azione del 48’. Inseriremo il filmato per permettere a tutti di rivedere l’episodio e farsi un’idea chiara della dinamica.

VIDEO: episodio del 48’ (contatto mano / possibile rigore)

Nota: il contenuto video verrà aggiunto dalla redazione.

Perché fa discutere: interpretazione e dinamica

Il punto centrale non è solo “se” ci sia stato il tocco, ma come viene valutato un episodio del genere: braccio in posizione, distanza ravvicinata, movimento del corpo e reale impatto sull’azione. In campo, però, la sensazione è stata netta: un intervento che sembra trasformarsi in una parata.

Ed è proprio qui che esplode la frustrazione: quando un episodio appare così “decisivo”, ci si aspetta almeno una revisione che aiuti a togliere dubbi, non ad aumentarli.

FVS in Serie C: quando la tecnologia non aiuta

Il rigore non dato Foggia diventa anche un tema di sistema. In Serie C non c’è il VAR come nelle massime competizioni e la gestione degli episodi passa da strumenti più limitati, spesso condizionati da poche inquadrature e qualità video non sempre all’altezza.

Il risultato è paradossale: anche quando esiste un supporto, può trasformarsi in un “non aiuto”. Se non ci sono angolazioni chiare, il giudizio dell’arbitro resta praticamente blindato e la polemica si sposta dal singolo episodio a una domanda più grande: ha ancora senso usare un sistema che non garantisce chiarezza?

Post gara: tra ammissioni e ricostruzioni

Nel post-partita, si è parlato anche di una possibile ricostruzione secondo cui lo stesso Llano avrebbe riferito di aver toccato il pallone con la mano. Su questo punto, però, è corretto usare cautela: finché non esiste una dichiarazione ufficiale e verificabile, resta una voce riportata e non un fatto certificato.

Resta invece il dato emotivo e sportivo: il Foggia ha perso, ma quell’azione avrebbe potuto cambiare la storia della gara. Un pareggio? Una rimonta? Nessuno può saperlo. Ma una cosa è certa: un’occasione potenziale enorme è scivolata via e in un campionato così tirato ogni episodio pesa doppio.

Commento editoriale FTL

Non si tratta di cercare alibi: si tratta di pretendere coerenza. Se il calcio dice di voler cambiare, deve farlo davvero. Perché quando la tecnologia non chiarisce e l’interpretazione resta nel buio, a perdere è sempre lo sport. E chi dà al Foggia un’altra occasione così?


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