Salernitana-Foggia 2-1: partita condizionata dal VAR, ma il Foggia esce a testa alta
Salernitana-Foggia
Il Foggia, nonostante le difficoltà e l’inferiorità numerica per un tempo intero, ha dimostrato carattere, organizzazione e una crescita evidente sul piano mentale.
Una gara vera, finché non entra in scena il VAR
La sensazione è chiara sin dai primi minuti: il Foggia non è venuto a Salerno per difendersi.
I rossoneri tengono il campo con personalità, ritmo e coraggio, trovando anche il gol con D’Amico, poi annullato per un fuorigioco millimetrico dopo revisione al monitor.
Un episodio che cambia l’inerzia emotiva della partita, ma non spegne la reazione della squadra di Barilari.
Al 21’ arriva il vantaggio della Salernitana con Capomaggio, sfruttando una disattenzione difensiva.
Tuttavia, il Foggia non si disunisce e al 35’ trova un pareggio meritato con Castorri, bravo a finalizzare un’azione costruita con lucidità.
L’episodio chiave: rosso e gol discusso
Il momento che segna definitivamente la partita arriva sul finire del primo tempo.
Dopo una revisione VAR, Olivieri viene espulso per un intervento giudicato a gamba alta. Una decisione pesante, che lascia il Foggia in dieci uomini dal 45’.
Pochi minuti prima, al 39’, arriva anche il secondo gol della Salernitana, ancora firmato Capomaggio, in un’azione molto discussa per un contatto precedente su Olivieri che molti ritengono falloso.
Da quel momento la gara cambia volto: la Salernitana gestisce con cinismo, il Foggia resiste con orgoglio.
Secondo tempo: sofferenza, orgoglio e un assedio finale
Nella ripresa, nonostante l’uomo in meno, il Foggia non rinuncia a giocare.
Achik si rende più volte pericoloso in campo aperto, mentre la squadra resta compatta e ordinata.
Nei minuti finali arriva un vero e proprio assedio rossonero: al 94’ quattro conclusioni murate in area piccola raccontano meglio di ogni parola quanto il Foggia abbia creduto fino all’ultimo nel pareggio.
Il 2-2 non arriva, ma la sensazione è che questa squadra sia tutt’altro che rassegnata.
Il nostro commento editoriale
Al netto del risultato, a Salerno non doveva esserci partita.
E invece il Foggia l’ha giocata, l’ha interpretata e l’ha resa scomoda, finché il match non è stato spostato sul piano delle decisioni.
Gli episodi fanno parte del calcio, ma quando diventano centrali è giusto analizzarli senza nascondersi.
Ciò che resta, però, è una certezza: questa squadra è viva.
Il Foggia esce dall’Arechi sconfitto nel punteggio, ma rafforzato nella consapevolezza.
Con questa intensità, con questa personalità, la strada per la salvezza resta aperta.
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