Stefano Bucci intervista speciale

Stefano Bucci intervista speciale

Stefano Bucci speciale

Buonasera Stefano Bucci, siamo molto contenti di iniziare questa intervista con te!

  • Qual è stata la tua prima partita allo Zaccheria? Cosa ricordi di quel giorno?

La prima partita allo Zaccheria non me la ricordo di preciso. So che è stata nella stagione calcistica 70/71. Io compivo gli anni nel Marzo 1971, compivo 5 anni; e successivamente mio padre mi portò allo Zaccheria. Guardando il calendario mancavano 3 gare alla fine; una era la Fiorentina, l’altra il Vicenza e poi contro la Juventus. Non ricordo altro della mia prima partita allo Zaccheria, ma ricordo bene invece che fui affascinato da un calciatore, e quel calciatore rispondeva al nome di Luciano Re Cecconi. Quello era il Foggia di Tommaso Maestrelli, si faceva la serie A. Quel calciatore poi seguì Maestrelli nella sua avventura nella Lazio, con la quale divenne campione d’Italia nel 1974. Ripeto non ricordo bene quale sia stata la mia prima partita ma sicuramente una tra Fiorentina e Vicenza.

  • Sei un ottimo imitatore e sappiamo che negli anni hai lavorato su tanti ex allenatori e calciatori del Foggia, chi è quello a cui sei più legato e perché?

Ho imitato più di qualche allenatore a livello nazionale. Ovviamente l’imitazione alla quale sono più legato è quella di Zeman. Tra i calciatori ho ancora forti rapporti con Giuseppe Signori ( sono stato pure al suo compleanno a Bologna), ho ancora rapporti con Rambaudi detto “RAMBO”, ed anche con Pasquale Padalino. Forse questo era il periodo nel quale frequentavo maggiormente anche la squadra. era un momento particolare del Foggia. Io lo definisco il momento più importante dei 100 anni della storia rossonera. Ci sono stati tanti periodi importanti della storia del Foggia Calcio, ma è chiaro che in quel momento non solo facevi la serie A; ma il Foggia Calcio era visto un pò come l’università del calcio, e Zeman era il più grande innovatore tra tutti gli allenatori italiani e quindi è evidente che tutti gli occhi sia nazionali che internazionali, erano puntati sul Foggia Calcio.

  • Visto che siamo vicini al centenario e, a differenza di chi ti pone le domande, hai visto sicuramente più annate del Foggia, qual è stata la squadra che hai sentito più vicina a te e che ti ha trasmesso più emozioni?

Ho sentito più di una squadra vicino a me. Come prima, devo dire la squadra della serie A di quando avevo 10/11 anni; si parla del biennio 76/78. Era il Foggia di Mimmo Colla,Sali, Pirazzini, Scala ecc… Forse perché ero piccolo, forse perché già da qualche anno facevo la raccolta delle figurine Panini, e quindi per me collezionare anche i giocatori della mia squadra del cuore era un qualcosa di straordinario. Poi l’altra squadra, è il Foggia legato al periodo ZEMANLANDIA, il Foggia della promozione in serie A; parliamo del periodo calcistico 90/91. Mi ricordo la gara contro la Triestina e soprattutto il primo anno in serie A con Zemanlandia. Se devo essere sincero, mi sono sentito vicino pure la squadra con Pasquale Marino. Quella della promozione dalla serie C2 alla C1; quando in campo c’era De Zerbi. Però è chiaro che per emozioni, per forza di cose, la serie A condiziona, quindi le squadre alle quali sono più legato sono le prime due delle quali vi ho parlato; ovvero periodo 76/78 e il periodo di ZEMANLANDIA.

  • Rientrando nell’attualità, cosa pensi di questo Foggia?

Devo essere sincero. Non ero ottimista. Non conoscevo i calciatori, perchè erano calciatori che provenivano dalla serie D, dal dilettantismo. Il passaggio dalla serie B alla serie D è stato traumatico per tutti. Poi ho acquisito maggiore fiducia, e adesso devo dire che sono veramente fiducioso di questo Foggia. Secondo me ha bisogno solo di quale “puntello” in avanti per poter vincere il campionato. Bravo Corda, perché credo che sia riuscito nell’impresa di creare un gruppo; e questo gruppo darebbe e farebbe qualsiasi cosa per lui. Questo è un aspetto molto molto importante.

  • Ti chiedo un’ultima curiosità: saresti già in grado di imitare mister Corda?

Ci sto provando, lo sto studiando e non credo ci siano grosse difficoltà. Però come voi ben sapete, io sono un perfezionista. Io le imitazioni le “tiro fuori” solo quando so che sono uscite bene. Più che imitatore sono uno studioso della voce. Personalmente ne ho anche parlato con Corda e sà che quando la sua imitazione sarà pronta, lui sarà il primo ad ascoltarla. Spero di riuscirla a preparare in tempo per il centenario, e spero che questo non sia solo l’anno del centenario; ma anche l’anno del ritorno al professionismo.
Questa tifoseria, che è fantastica, merita altri palcoscenici. Siamo stati ammirati nei due campionati di serie B, anche da tifoserie storicamente avverse, e questo è un passaggio molto importante. Credo che l’emozione che si vive allo Zaccheria con le due curve Nord e Sud, sia qualcosa di unico. Mi auguro di poter rivedere la festa (perchè credo sia giusto festeggiare la promozione in serie C), perchè questa città deve dimenticare l’affronto che gli è stato fatto con la mancata iscrizione e con il riprendere l’attività calcistica dal dilettantismo. Purtroppo la serie A manca da quasi 25 anni. Io spero che Felleca o in un futuro con altri imprenditori, il Foggia possa ritornare ad essere il Foggia di un tempo. In ogni caso sempre FORZA FOGGIA.

Foggia True Love ringrazia Stefano Bucci per la sua disponibilità e gentilezza nel concederci questa fantastica intervista.

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Intervista speciale a Stefano Bucci, a cura di Giuseppe Zingrillo 

Redazione Foggia True Love

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